Wednesday, October 29

Cinema Paradiso

In honor of Italy's various Festival del Cinema happenings across the country, I thought I’d offer my own little ‘movie-watching guide’ to the Bel Paese. After all, Italians are great movie buffs and the dubbing is exceptional, save for the super strange voice that crops up now and again (like hearing a high-pitched Cary Grant, or an L.A. gang member speak perfect Milanese). But, once you get over the fact that mouths don’t move quite in sync with the words, you’re good to go. You settle in your chair, and today, you can even enjoy a bucket of popcorn to munch on right by your side. It’s as good as it gets, or so you think.

Until comes that moment, somewhere halfway into the film, at that crucial point where scriptwriters, directors, costume designers and casting agents, actors and accountants, having spent literally millions to get you to extend all critical judgment, follow the story, hit the climax and actually... Believe.. in the magic of movies…
Suddenly, you are transported -- into a bright-lit auditorium, people chatting and flitting about as if in a cafè, and, if you’re lucky, you'll find a vendor wandering around offering you Coca Cola and ice cream.


You find yourself staring at the screen in absolute disbelief. It's like watching the last frame of Gallipoli, where the screen goes pitch black. You look up anxiously to the cameraman, hoping he is obviously taking care of the problem. Surely there must be a problem. I mean, the film just cut out – just like that – and in mid-sentence, no less. But then, in this split second of sheer panic, you are suddenly transfixed. On the screen, like a scene from Friday the 13th, something horrible has just appeared. Huge letters cross the screen: INTERVALLO.

And you spend that intervallo pondering the serious lobotomy of the person who could ever – ever – have actually thought this was a good idea. You place your bets on the candy seller, obviously the son of the cinema owner, who needed a leg up with his livelihood. You wonder if the floor can just open up underneath him and have him fall into a bottomless pit just like in Raiders of the Lost Ark. Then again, you think about how charming this all truly is, kind of reminding you of a Norman Rockwell painting of theater-going days gone by. You wonder how you could petition movie directors from Hollywood to Bollywood to get them to stop this virtual decapitation of their films.

Your mind continues to wander, but now the house lights are dimmed and the film is back on. By now, you have forgotten the entire plot. You pray they rewind a bit - just like at home when the phone rings while watching a movie. You struggle to find your way back to Siriana or Fargo, you try to be let back in to Willy Wonka’s factory and what was Wall-E doing 5 minutes ago? Finally, mercifully, you sink back in your chair and beg your brain to turn off the conversations going on in your head.

Sixteen years on, and each time, it hits me like I’ve just come face to face with Sigourney Weaver’s Alien. Enjoy the show!

12 comments:

Guido Costantini said...

Ok, on this one I have to wholeheartedly agree. Breaking the movie in the middle (even worse, in particularly long ones, TWICE) just destroys the whole movie's feeling. One would think that now that most places sell the giant popcorn boxes and immense cola cups that a customer would be satisfied for the 90 minutes of an average flick and thus the return of those breaks should be so low to suggest eliminating them, but no...
*sigh*

Francesca Maggi said...

Ahhh...to remember the good 'ol days when Europeans thought that theatre munching was truly anathema and ruined the experience....

Anonymous said...

clap clap clap.
blini

Anonymous said...

Actually, I don't mind them, but I only see movies about once per year! I find them to be sociable. Also good to get the kiddies to the bathroom! I NEVER buy anything from the concession stand during the intermission.

mt said...

Hilarious, I didnt read this the first time around. So true and classic Italian!

Emanuele C. said...

Le case di distribuzione italiane spaccano in due un film non nel punto più alto della trama, ma proprio perché lo spettatore ormai preso dalla passione del film gli sembra che sia nel punto più alto del climax. In realtà è solo un modo di riposarsi: questa è la conseguenza che si potrebbe apprezzare. La causa è invece che i cinema che fanno l'intervallo non hanno proiettori grandi ma ancora quelli con le bobine piccole. Questa discussione degli intervalli italiani come un difetto, mi sembra ridicola. Mi sembra un pretesto per avercela sempre con i più piccoli con pochi mezzi, detto da chi vanta la migliore tecnologia. (Il digitale non ha ancora superato la pellicola, né negli Stati Uniti né in Europa).
UN PROIEZIONISTA

Francesca Maggi said...

Caro Emanuele, e' giusto quello che affermi e anche in America funziona così. MA -- il risultato e' un po' diverso...
Negli USA, adoperano 2 proiettori (anche piccoli). Come la pellicola va cambiata, il secondo proiettore si accende - tutto senza intervalli vari -- ed e' questa la differenza.

Affermo ancora quello che dicono tutti: e' per vendere le bibite e oggigiorno popcorn...ed e' un'assassinazione del film.

Emanuele C. said...

Anche io usavo due proiettori che non appena finiva una bobina, automaticamente facevo partire l'altra. Non so perché alcuni cinema non installano questo automatismo. Dici solo per vendere bibite? Non so, non siamo così scemi oramai. Dammi il beneficio del dubbio: saranno così "smart" da capire che le vendite non sono molte durante l'intervallo? Può darsi che io sbagli. Ma se il motivo è la vendita, preferisco un solo intervallo che mille spot dopo ogni cinque minuti di film nelle televisioni americane: Fellini protestò durante un referendum in Italia quando volevano (l'allora Berlusconi imprenditore) permettere l'interruzione continua degli spot in Tv durante un film. Anche se, contraddizione ha voluto che anche Fellini diresse qualche spot pubblicitario. A presto.

Live From Tuscany said...

La pubblicità in TV Americana è un'altra cosa, un'altro discorso apparte che non centra con il cinema.

Probabilmente ha ragione la Francesca che è una tradizione ormai fatta per cercare di vendere qualcosa in più; non stiamo parlando dei genii del marketing in questo caso. Spesso le idee di come aumentare la reddita non sono molto originali in Italia.

Invece di offrire uno snack o bibita diverso del solito - tipo panini freschi caldi, arancini, stuzzichini vari tipo un fico avvolto in prosciutto - per aumentare le vendite, i proprietari preferiscono tenere il intervallo. Mah.

Se non è per questo, come dici tu Emanuele, allora non c'è motivo apparte l'abitudine, perche come dice la Francesca c'è un modo di evitare l'intervallo.

In ogni modo non puoi dire, tu italiano che hai visto dei film sempre con intervallo, che noi americani dovremmo accettare ciecamente un intervallo fastidioso a cui non siamo abituati.

In the spirit of full disclosure, Francesca, I do live with one Emanuele C.... sorry to bring our public lover's quarrel onto your blog comments. (Is this really what we fight about!?)

Francesca Maggi said...

Mind if I mediate?

Basta chiedere il tipo che si trovava prima ancora dei Snack Bar che portava le bibite durante l'intervallo (come nella foto)... o proprietario di cinema.

Non e' essere italiano o americano, ne essere abituato o non...

E' pure & simple Customer Service e cio'è manca un po' in Italia questo concetto...quindi, meglio l'intervallo.
In America, dove invece si mangia sempre, basta consegnare prima dello spettacolo un mangiatoio intero di popcorn con un bibite mega...e così la Customer Service regna!!! ;)

Now, kiss & make up.

Emanuele C. said...

Si infatti Francesca, non è essere abituato o no, o essere italiano o no...però se nel post scrivi che è fastidioso, mi spiace ma lo difendo. Anche se è stupida la mancanza di customer service, ti dò ragione.
Difendo l'intervallo, nato da cause tecniche che ora non ci sono quindi più, e lo difendo come si può difendere la fine del primo atto a teatro. Sedimentano i pensieri.E' una delle cose lente in Italia che fanno l'Italia bella, al dispetto delle cagate che abbiamo: mafia e poco senso civico e...mancanza di customer service.
Mi sembra che in vari blog e forum si cerca sempre di lamentarsi di ogni cosa. NOn capisco.Non ce l'ho con te che sembri una bella persona, ma con il contesto creato da questi commenti e post in giro per la rete.

Anonymous said...

From Twitter:
AHAHAH! Amazing! marvellous! so very USA middleclassman-ish comment misbelief intervallo wipes movie memory